ELISA E MANUELA: FACE TO FACE!

1) Come vi siete conosciute e come è nata l’idea di aprire No Words?
 Lavoravamo da diversi anni nel settore comunicazione ed eventi…e le nostre strade si sono incrociate lavorando per un’agenzia multibrand con il focus sull’ufficio stampa moda. Quando abbiamo capito che era il lavoro che faceva per noi, ma che avremmo voluto farlo “a modo nostro” è nata l’idea. “Una sera dopo cena Elisa mi ha chiamata”- racconta Manuela – “chiedendomi cosa ne pensavo…un’agenzia da creare completamente da zero, con l’esperienza già testata sul campo, durante il lavoro quotidiano svolto insieme, da vero team…ho fatto un salto e mi sono tuffata…e dopo il tuffo fiumi di business plan, e tutto lo sviluppo più razionale del progetto!”. Il nome No Words, la parte più facile, un nome/logo quasi istintivo…un modo di dire che spesso usavamo quando vedevamo nel settore lavori svolti senza attenzione e cura o situazioni paradossali…quando sentivamo pronunciare fiumi e fiumi di parole che non portavano poi a risultati concreti. È da lì No Words, just the needed ones…!

2) Quanto è importante la creatività nel vostro lavoro? Chi è più creativa?
 “Io e Manuela ci completiamo molto” – racconta Elisa guardando rassegnata la sua scrivania, molto più disordinata di quella di Manuela – “Manuela è l’anima organizzata dell’azienda, incline a tutto ciò che è planning e ordine ma forse anche quella più “creativa” io, invece, creo/produco nel vero senso della parola, lavoro su lavoro – non a caso mi occupo dell’area new business – ma stranamente sono più incline anche alla parte numerica di business plan…diciamo che dove non arrivo io arriva lei e viceversa. Nonostante le nostre modalità operative un po’ differenti, siamo sulla stessa linea d’onda a livello di valori, obiettivi e chiamiamolo codice d’onore. Rispetto reciproco, trasparenza e rispetto nei confronti dei clienti ci contraddistinguono e questo allineamento ci consente di lavorare davvero bene insieme”.

3) Come si svolge la vostra giornata tipo?
 “Non ne saprei definire una davvero standard, il bello del nostro lavoro è che ogni giorno nascono progetti nuovi, idee, ci sono viaggi in programma ed eventi, imprevisti da risolvere e nuove strategie da imparare, sviluppare e mettere in campo. Diciamo che durante la settimana non mancano mai: confronti con il team e coordinamento dei lavori,meeting con clienti attuali e potenziali, momenti di confronto con la mia socia e con la ns consulente Fiorenza (che ci segue su marketing e business plan), analisi dei risultati editoriali, call conference con aziende partner, fotografo, fornitori vari…il tutto alla velocità accellerata stile FF(fast forward), ma soprattutto anche tante risate e divertimento…cosa unica, che rende giustizia a tutta la fatica e all’impegno che ogni giorno mettiamo in campo”, racconta Manuela spiegandoci come positività e buon umore siano ingredienti fondamentali per affrontare questo tipo di lavoro. A volte ci whatsuppiamo mentre siamo in viaggio. Uno dei messaggi scritto da Manuela ad Elisa recita: “Eli! Non puoi crederci, sto ridendo da sola in treno, ripensando a quella cosa di prima. La gente penserà che sono impazzita”. Diciamo sempre che prima o poi scriveremo un libro che racconti quante cose assurde capitino nella vita di un imprenditore.

4) Quanto contano le blogger durante un evento? E come riescono ad accrescere/penalizzare la brand awareness? Nel settore moda, chi sono al momento le più influenti? 
Le blogger diffondono il racconto “live” delle situazioni, soprattutto quelle che ci troviamo ad affrontare nel nostro settore: danno eco immediato sui social! Eco “live” e glamour…quali le più quotate dipende dal target…ce ne sono molte conosciute a livello internazionale, altre con seguito più locale…ma parliamo anche di blogger al maschile e di influencer, che non hanno un blog vero e proprio ma tante e tante persone che li seguono sui social, perchè condividono, apprezzano e supportano il loro stile di vita.

5) Che cos’è un media breakfast? È utile per coinvolgere giornalisti e blogger? 
Il media breakfast è uno strumento che da sempre è stato utilizzato nelle attività di pr. La classica colazione con giornalisti selezionati per presentare una novità o far incontrare con la stampa la spoke persondell’azienda cliente. Oggi assume caratteristiche più smart con un nome più d’appeal, e un’organizzazione più “innovativa”…l’uso dei social o di strumenti on-line per presentare i prodotti, o integrata a call conference skype.

6) Elisa, come è stato il tuo incontro con la Business Community ALIULM? Come hai motivato le nuove leve nel seguire la tua attività? L’incontro di Aliulm è stato molto interessante, raccontare la propria esperienza imprenditoriale è sempre strano, come se solo nel racconto ci si rendesse davvero conto del percorso fatto fino ad oggi. Nella quotidianità è un lampo. Uno dei consigli che ho riportato, e che mi è stato dato (da una persona che tuttora stimo molto) durante il mio primo stage lavorativo, è stato “agire con tanta umiltà” cosa che da sempre cerco di applicare e cerchiamo di applicare come agenzia. Si può sempre imparare da tutti, anche dai clienti, che a volte scegliendoci ci danno opportunità straordinarie di accrescere la nostra esperienza e imparare tante cose.

7) Che rapporto avete con i social? Ne avete uno preferito?
 Come agenzia dobbiamo essere multi-canale, attivi su tutte le piattaforme. Monitoriamo così il settore e facciamo in modo che il settore “veda” il nostro operato. Come singole persone gestiamo il lato social tenendo sempre conto che ogni account è una finestra sul mondo, allo stesso modo un canale per informarsi ma anche un canale di visibilità.

8) Sbirciando la gallery Instagram di No Words (@nowords_nw) ho notato che siete spesso a contatto con i vips: che rapporto avete con loro?
 Lavoriamo nel quotidiano con alcuni personaggi dello spettacolo che ci supportano e seguono i nostri progetti, perchè sono testimonial di brand che rappresentiamo o perchè amano i prodotti dei brand che comunichiamo, con alcuni si è priprio instaurato un bel rapporto di lavoro/amicizia, sono quindi conoscenze che portiamo avanti nel tempo…

9) Che progetti avete per il futuro?

No Words goes international! Ovvero tramite nuovi servizi multimediali, piattaforme, partner, collaborazioni, nuovi media. Le aziende che chiedono di comunicare anche all’estero sono numerose ma l’idea di aprire una seconda sede fuori Italia ha lasciato il posto da tempo alla volontà di diventare internazionali in modo “virtuale”. Con le nuove tecnologie si può fare di tutto, e perché limitarsi ad un paese estero a scelta se si può essere worldwide con un click?

10) Perché un’azienda del settore moda-accessori dovrebbe scegliere No Words? Uno dei motivi per i quali i clienti dovrebbero scegliere No Words è il fatto di sapere che instaureranno un rapporto basato su professionalità, umiltà e passione. Sull’impegno che mettiamo in campo con tutti i clienti e per tutti i progetti…un lavoro che ci vede in prima linea giorno dopo giorno. A partire da noi due, insieme a tutto il team di lavoro, allargato ai collaboratori. Siamo sufficientemente grandi da garantire una struttura che presidi ogni tipo di attività ma, abbastanza agili e flessibili da mantenere un’attenzione taylor made e una dimensione umana di contatto.

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