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noi

Elisa Airaghi

co-founder

Sempre “connessa”. Grande disordine produttivo, crea costantemente mille idee! Genera messaggi post-it per tutti e trova sempre il modo per risolvere una criticità! Trasmette ininterrottamente la passione per questo lavoro: ufficio stampa ed eventi sono parte di lei da tempo.

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Manuela Cappellini

co-founder

Organizzata e metodica, trasferisce energia e passione. Basta un attimo per entrare in empatia! Background sportivo ed esperienze in realtà di marketing internazionali: porta in agenzia grande spirito di squadra volto al miglioramento continuo.

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dicono di noi

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i nostri clienti

[Satellite Paris]

"Clara Ducerf, Responsable de filiale @ Satellite Paris"

We are really satisfied about the inauguration as well. We were not expecting so much people so we are more than happy! I also think all your team was really nice, and we really appreciate you all wearing the Satellite creations!

[TOO LATE]

"Marco Muchetti, Communication Manager @ TOO LATE S.r.l."

« Il nostro brand vuole esprimere la freschezza e l’energia delle persone che lo forgiano, lo supportano e lo amano giorno per giorno. Questo nostro percorso, non sempre facile, ha visto emergere alcuni partner d’eccezione che hanno accettato la sfida insieme a noi. Uno di questi è sicuramente No Words. Stile giovane e fresco, soluzioni veloci, approccio propositivo. E’ il modo giusto per accompagnare nella sua evoluzione il nostro brand. Un partner che collabora con abilità, costanza e con la giusta discrezione. No Words è un punto di riferimento nell’ambito della comunicazione, a cui ci affidiamo con soddisfazione. »

i media

[360COM]
guarda

"360COM"

No Words, ovvero un contenitore offline per comunicare… online Elisa Airaghi e Manuela Cappellini hanno raccontato a 360com la loro esperienza come giovani cofounder di un ufficio stampa e pr . Tra strategie di promozione tradizionali e originali sperimentazioni digitali.
A poca distanza da una delle zone di Milano il cui volto è in profonda trasformazione, tra la stazione di Porta Garibaldi con i suoi nuovi palazzi che aspirano all’altitudine e l’aria modaiola di Corso Como, è situata una giovane agenzia di comunicazione, specializzata nel settore fashion. No Words Communication Service non è una “giovane” agenzia soltanto perché la sua creazione risale al 2008, ma soprattutto perché le sue due fondatrici hanno dato vita a questo progetto imprenditoriale quando avevano 25 e 27 anni, affrontando con entusiasmo ogni difficoltà e sfida che si sono presentate sulla loro strada professionale. 360com ha incontrato Elisa Airaghi e Manuela Cappellini, questi i nomi delle creatrici di No Words, per farsi raccontare direttamente da loro i retroscena e le prospettive future di questa agency tutta al femminile (ma non per scelta, hanno assicurato, ma «solo perché non abbiamo incontrato ancora il giusto profilo maschile che sappia entusiasmarsi per i nostri progetti e clienti!»). Conosciutesi quando entrambe lavoravano all’interno di un’agenzia di comunicazione già avviata, le due future fondatrici avevano al tempo già acquisito un interessante profilo professionale: Elisa nell’area marketing e ufficio stampa, mentre, come ha raccontato Manuela, «dopo gli studi superiori sono partita per l’Irlanda, dove ho incontrato il mondo dell’organizzazione di eventi, avendo trovato lavoro nella sede di Dublino di Microsoft». Arriva così il momento dell’incontro nella stessa agency milanese, ma anche la voglia di poter dare vita a qualcosa di proprio. «È stata la voglia di conoscere meglio tutte le componenti e funzioni correlate al nostro lavoro che ci ha spinto con sempre maggiore decisione verso l’idea di “metterci in proprio”, ha spiegato Manuela, completata da Elisa: «Il nostro nome deriva da una frase che per noi è stata una sorta di motto,“No words, just the needed ones”. Per sottolineare che la nostra intenzione era ed è quella di lavorare con determinazione, evitando azioni inutili e cercando di arrivare subito al cuore di quello che serve ai nostri clienti». Questa risolutezza si è dimostrata un’arma vincente fin da subito: per trovare le prime collaborazioni, infatti, nonostante la mancanza di un portfolio, le due imprenditrici hanno scelto la strada degli incontri “face to face”, partecipazione a eventi del settore e collaborazioni con scuole e corsi universitari. E i clienti alla fine sono arrivati, fino a formare quello che è oggi un panorama di collaborazioni con marchi sia italiani sia internazionali. Un approccio tradizionale quindi, ma quanto è digitale No Words? «Abbiamo iniziato piuttosto presto a comprendere la strutturazione di digital strategies all’interno dei nostri servizi, proprio a partire dall’esigenze di alcuni clienti -. ha raccontato Elisa -. La questione, però, è quella di saper trovare un equilibrio: sia grandi brand sia piccole e medie aziende italiane, per ragioni diverse, mostrano resistenze nei confronti di progetti che appaiono loro come troppo innovativi». Ma non per questo No Words esclude il digitale dalle sue attività: «Per i nostri progetti di visibilità lavoriamo con diverse blogger, per ampliare le potenzialità narrative dei nostri clienti. Un esempio è l’azione di comunicazione integrata sviluppata per Ynot?, dove il ruolo giocato da blogger e influencer attraverso Facebook, e soprattutto Instagram, è stato fondamentale per incrementare l’awareness del brand», ha spiegato Manuela. Ma anche i prossimi cambiamenti di No Words rivelano aspetti innovativi. La ristrutturazione dello showroom comprenderà, infatti, la creazione di “box espositivi” dedicati ai prodotti dei clienti, che nell’idea delle due co-founder dovranno essere “digitalizzati” attraverso il collegamento con device che permettano di accedere a maggiori informazioni riguardanti le aziende e le loro collezioni. «La nostra intenzione è di diventare un contenitore offline che sappia dar vita a una comunicazione online -, ha concluso Elisa -. Sembra che non sia più sufficiente far vedere fisicamente i prodotti. È necessario predisporre un racconto interattivo e multifunzionale che sappia far luce su storie, backstage e concept che si celano dietro ogni prodotto».

[No Words]
guarda

"Collection"

Una raccolta di alcune “dediche”

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